Inverno e estate

Primo giorno di scuola con questa classe, Year 10.
Nevica, è la prima neve della nuova stagione, o forse l'ultima della vecchia.
Avevo in mente di fare un po' di esercizi sul programma dell'anno scorso, per capire a che punto stanno. Ma invece parliamo un po' di come si alternano estate e inverno e perché.

D'inverno siamo più lontani dal Sole e d'estate più vicini.

C'è un certo accordo su questa proposta in classe. Per fortuna c'è uno studente brasiliano: che stagione è da te in dicembre?
Estate!
Ops... e ora?

Eh ma la terra è inclinata!
Ah! bene! e allora?
E allora d'estate noi siamo più vicini al sole e nell'emisfero sud sono più lontani, d'inverno viceversa.
Bene, vediamo un po'...
Quanto è distante la terra dal sole?
150 milioni di Km.
Bene, anche se abbiamo qualche difficoltà a scriverlo in notazione scientifica.
E il raggio della terra?
6000 Km.

OK ci siamo. Ora cerchiamo di capire se può essere questo l'effetto. Cerchiamo di calcolare la differenza relativa di distanza dal sole fra emisfero nord e emisfero sud. C'è qualche difficoltà.

Il giorno prima abbiamo fatto un test di matematica, per capire a che livello sono le due classi DIS 4 in cui insegno e dividerle in un livello un po' più alto e uno un po' più basso (una cosa sulla quale non sono sicuro di essere d'accordo ma tant'è...).
C'era un esercizio sull'incremento relativo di stipendio di un impiegato. Il problema era assolutamente analogo a quello della differenza relativa di distanza. C'è stata una grossa difficoltà a riconoscere che era lo stesso problema. Come spesso accade, gli studenti sembrano ragionare a compartimenti stagni.
Stessa cosa quando si tratta di applicare delle formule che ben conoscono come quelle di divisione e moltiplicazione di potenza.
Se si dice loro che stiamo facendo un esercizio di matematica lo sanno fare, quando si tratta di applicarlo alle semplici formule che troviamo nella lezione di fisica si perdono...  dicono
Non sono capace. Non ho idea di come farlo.
Salvo poi, con giusto un paio di aiuti, essere perfettamente in grado di farlo, alla lavagna, davanti a tutti. Sarà forse il risultato di anni di semiabbandono scientifico e conseguente sfiducia ma a volte non sanno nemmeno di sapere certe cose!

Gli studenti vengono a turno alla lavagna a svolgere un pezzo di calcolo, e a illustrare la loro idea per la soluzione.
Con un po' di fatica, ma nemmeno troppa, arriviamo capire che la differenza relativa è dell'ordine dello 0,01% e conveniamo che non può essere quello il motivo.

Bene, cosa abbiamo imparato oggi?
A non fidarci dell'insegnante di fisica!
Molto bene. Non dovete mai fidarvi di quello che vi dico fino alla fine della lezione, quando saprete la verità, in tutto il resto del tempo dovete formarvi la vostra opinione, comunicarla, condividerla, metterla alla prova.

C'è poco tempo ormai e faccio io il riassunto: abbiamo imparato che la ragione dell'alternarsi di estate e inverno non è la maggiore o minore distanza dal Sole, e che possiamo usare quello che impariamo nel corso di matematica anche nelle ore di fisica. Anzi, dobbiamo usarlo!

La lezione è finita ma proprio sul suono della campanella uno studente, lo stesso dell'ipotesi della distanza maggiore o minore, ha un'altra idea.
Non è che c'entra con l'angolo con cui i raggi del sole incidono sulla terra?

Eh no, i ragazzi non sono mica stupidi...



Commenti

  1. Il problema sta spesso nel modo di insegnare le materie.Matematica e fisica. E' buffo presentarle separate. Uno studente ben allenato, bravino in matematica magari, sa tutto sulle equazioni, come un buon cgnolino di pavlov sa tutto su ruffini e mcm mcd, rimane attonito quando gli presenti un problema su una barca che galleggia, di calcolare una delle variabili in gioco sapendo le altre. E' una equazione, nasce da un equilibrio, il primo membro DEVE essere uguale al secondo membro. Ma si blocca, appunto come dici tu :"non lo so fare". La matematica è un insieme di formule, si impara perché se no si prende un cattivo voto. Che c'entra con la fisica? Nessuno si chiede perché mai uno ha costruito la teoria matematica. Per esempio io partivo al contrario: prima le equazioni, poi via via tutto il resta della cosiddetta algebra, costruendo mano a mano tutti gli strumenti per risolvere le equazioni (la cui necessità partiva ovviamente da cose concrete, dalla necessità di comprendere cose della realtà, dalla necessità di dover fare delle previsioni e quindi dei calcoli). La cosa così messa funziona.

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  2. Che bello!
    Pensa che io nelle materie scientifiche sono sempre stata una gran capra. E nessuno mi toglie dalla testa che la colpa non fosse solamente mia. Fondamentalmente nessuno mi ha mai veramente fatto capire che la matematica serve a qualcosa (professori di matematica in prima linea).
    Quello che fai è veramente importante. Resto convinta che il mestiere di insegnante, se fatto con passione, sia la più nobile delle professioni (e forse, un po' ideologicamente, una delle uniche che può veramente cambiare le cose). Continua così (e continua a divertirti!).

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    1. Ciao Rosi, grazie. Sotto sotto, sono d'accordo sulla tua visione forse ideologica della scuola.
      Prima, che non ci lavoravo, lo dicevo con convinzione e speranza. Ora mi vergogno un po' ad ammettere di pensarlo ancora, sembra che uno voglia fare il salvatore del mondo... :P

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