Teoria e modello

Qualche giorno fa, come lezione introduttiva, ha optato per una lezione un po' speciale. Stampo il primo capitolo delle splendide e mai troppo lodate "Feynman lectures on Physics", dove si parla di come procede la scienza, di cosa possa essere chiamato vero o falso scientificamente, di cosa sia una teoria e del modello atomico, come forse la più importante scoperta della scienza moderna.

Cerco di rendere masticabile a ragazzi delle scuole superiori la materia, che è in realtà pensata per studenti del primo anno di un corso di laurea in fisica. Più o meno funziona. I ragazzi sono interessati e partecipi, anche se a volte sembrano un po' persi. 
In un passaggio discutiamo di quale possa essere la differenza fra un modello e una teoria... varie ipotesi si susseguono, è un tema complicato, ci siamo arrivati discutendo della falsificabilità delle teorie scientifiche.
Non riescono ad arrivare a una conclusione soddisfacente.
Va bene, ve lo dico io. Ma in quel momento suona la campanella della prima ora. 
Facciamo una pausa, e ve lo dico dopo, OK?
OK... ma... veramente...
Sì?
Non ce lo può dire prima? E poi facciamo la pausa?

Dunque non erano poi così persi, e tutto sommato non trovavano la discussione nemmeno troppo noiosa... 

Commenti

  1. Bravo Beppe!

    Durante le lezioni all'università spesso ho avuto la sensazione che le stesse cose avrei potuto impararle, più in fretta, anche al liceo ... quindi fai bene ad andare avanti a mille secondo me. Ovvio che è importante capire se i ragazzi ti stiano dietro o si siano persi, però secondo me a questo ci farai la mano.

    Aspettando l'inverno...
    Fabio

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  2. Hai ragione Fabio, devo stare attento a capire se mi seguono o no.
    Questi in teoria sono motivati, e sono solo 6 in classe, dovrei essere facilitato a capire. Ma non è facile. Mi allenerò :) (anche per l'inverno :) )

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  3. ciao Beppe, idea molto interessante per un blog. Mi chiedevo quali fossero le ipotesi avanzate dai tuoi studenti sulla differenza tra "teorie" e "modelli". (e non ricordo se Feynman discute la differenza)
    Cesare

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  4. Ciao Cesare, avrei scommesso, e anche sperato, che saresti stato uno dei primi a commentare qualcosa :).
    Dunque, tendenzialmente si sono concentrati sulla validità: un modello è meno valido, meno verificato (eh sì, piace questo termine, cercherò di sradicarglielo!) di una teoria. Per un altro invece un modello era più valido di una teoria, perché in fondo una teoria è sempre una teoria, cioè è teorica, mentre un modello è più pratico, quindi più vero. Come vedi non erano del tutto fuori strada. Feynman non discute questa differenza nel primo capitolo. Non ricordo se lo fa altrove. Ci siamo arrivati un po' per vie traverse.

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  5. Ciao Peppe,

    ho guardato ieri sera il tuo blog. Molto bello il fatto che tu ti metta così a disposizione (e in discussione) sulle scelte didattiche!
    Io ho poco da dirti di scienza, ma ti passo una piccola considerazione che deriva dai miei sporadici esperimenti di didattica della fotografia: la didattica partecipativa è molto entusiasmante sia per chi la fa che per chi la riceve. Tuttavia c'è un rischio legato a quest'entusiasmo: il rischio da parte di chi insegna è di buttare dentro troppi concetti concatenati con lo scopo di far vedere dove va a parare il ragionamento in un'ottica macroscopica: se le gente è contenta e partecipa a te viene voglia di fargli vedere il senso vero della scienza! Tuttavia il passaggio micro-macro riece meglio agli adulti i quali riescono a sorvolare sul funzionamento specifico dei pezzi e a capire ugualmente la direzione del ragionamento. I ragazzi invece sono meno interessati al macro e hanno bisogno di tempi più lunghi sul micro. Il mio consiglio è quindi: non allargare troppo il ragionamento, sennò lì per lì ti sembra che abbiano capito tutto (sulla scia dell'entusiasmo) e poi invece si sono persi... Lasciagli il tempo di interiorizzare i piccoli pezzi senza portarli troppo in alto ed eventualmente allarga l'orizzonte quando sei sicuro che i pezzi siano stati recepiti per bene.
    Ti abbraccio, D

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    1. Ciao Dario,
      grazie per questa tua osservazione, che mi sembra molto sensata e molto importante al mio caso, nel senso che mi sento a rischio di farmi trascinare dall'entusiasmo.
      Già oggi ho cercato di dare diversi punti fermi intermedi, traguardi parziali comunque importanti, in ogni ragionamento che avesse più di due passaggi. Era nel corso di matematica, dalle facce dei ragazzi alla fine mi sembra che un pochino abbia funzionato. Vedremo al prossimo test...

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  6. grazie. Non e' una domanda con una risposata semplice o univoca (non ne so molto, ma stavo dando una sbirciata qui: http://plato.stanford.edu/entries/models-science/#ModAndThe )

    Altra domanda a te come insegnante: che spazio pensi di dare, nel tuo insegnamento, a temi di storia e di filosofia della scienza (tipo questo che e' emerso sulla distinzione tra teoria e modello)? La mia non e' una domanda retorica! (Nel senso che magari tu non intendi dare granche' spazio: scelta legittima). Domanda collegata: pensi di sviluppare qualcosa assieme al docente di filosofia, o per ora non e' nei piani?

    (scusa, mie curiosita')

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    Risposte
    1. Molto interessante il link che hai messo, è esattamente il tipo di cose che speravo di ottenere aprendo questo blog. Ora sono molto stanco e ho giusto la forza di rispondere ai commenti, per fortuna c'è Instapaper e domani leggo tutto con calma.

      Riguardo a quanto spazio penso di dare a temi di storia e filosofia della scienza. Abbastanza. Sono argomenti che mi piacciono e certe cose secondo me vanno insegnate. Inoltre se hai voglia di guardare il programma del Diploma Program dell'IBO (link nella pagina di presentazione del blog), vedrai che c'è una sezione chiamata Theory of Knowledge. Il titolo dice già molto. Se vuoi saperne di più il sito dice qualcosa in più, e se vuoi saperne ancora di più posso mandarti altri link. Comunque nel mio corso come detto introduco questi concetti a volte silenziosamente e inoltre terrò alcune lezioni di filosofia (spicciola) della scienza nel corso di "Theory of Knowledge".
      Se una volta passi di qua e vuoi farci un seminario sei più che benvenuto!

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  7. Riesco solo ora a postare un commento, forse ormai superato.
    Ho riflettuto sulla differenza tra teoria e modello. Senza andare a vedere Wikipedia (in inglese, che quella italiana lascia a desiderare), direi che una teoria e' piu' esplicativa che predittiva. La teoria cerca di inquadrare tanti fenomeni con dei principi che aspirano a essere universali, di ampio respiro. Un modello magari e' di minor respiro, ma e' in grado di dirti i numeri che usciranno da un esperimento.

    Dopo un breve scambio di mail con Beppe aggiungerei che, forse, una teoria puo' avere spazio per piu' modelli, ma in un modello non possono esserci piu' teorie. Mi fermo qui prima di cominciare a parlare come Marzullo, e andro' a vedere il link postato da Cesare.

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  8. Bella l'osservazione del secondo paragrafo.
    Ora tutti a leggere l'articolo segnalato da Cesare, e poi magari ci aggiorniamo :)

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